Unire le persone attraverso un patrimonio di tradizioni condivise.

Progetto pilota · Tenuta di Montaldo di Mezzana, Biella

Il 94,5% dei comuni italiani è a rischio frane, alluvioni o erosione costiera.
Cosa centriamo noi di Valboscosa?

Non è un'emergenza improvvisa. È una condizione strutturale che l'Italia accumula da decenni e che il cambiamento climatico sta accelerando in modo misurabile. Il Principato di Valboscosa ha avviato nella Tenuta di Montaldo di Mezzana, nel Biellese, un progetto di rinaturalizzazione attiva che affronta alla radice i meccanismi del dissesto idrogeologico — non con promesse, ma con interventi documentati, specie autoctone e coordinate GPS verificabili.

Gennaio–Febbraio 2026 · Italia

Il ciclone Harry ha devastato il Sud Italia a partire dal 18 gennaio 2026: oltre 2 miliardi di euro di danni tra Sicilia, Sardegna e Calabria. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per 12 mesi e stanziato un primo fondo di emergenza di 100 milioni. A febbraio, una nuova sequenza di cicloni — Norma, Nils, Oriana — ha colpito di nuovo Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, con piogge oltre i 260 mm in 48 ore, esondazioni di fiumi e centinaia di frane. ISPRA aveva avvertito: i suoli nudi e fragili amplificano ogni evento meteorologico in catastrofe.

94,5%
dei comuni italiani a rischio frane, alluvioni, erosione o valanghe (ISPRA 2024)
5,7 mln
di italiani esposti al rischio frane, di cui 1,28 milioni in aree ad alta pericolosità
2,6 mln
le famiglie a rischio frane. Oltre 582mila in zone di alta pericolosità
742mila
edifici in aree ad elevata pericolosità da frana (P3 e P4)
45mila
beni culturali a rischio, di cui 14.000 nelle zone a pericolosità più alta
1.890 km
di spiagge con alterazioni significative della linea di riva — il 56% delle coste basse italiane

Non si tratta di un fenomeno regionale: quasi ogni angolo d'Italia è coinvolto. Le spiagge dove milioni di italiani trascorrono le vacanze estive — Calabria, Sicilia, Sardegna, Puglia, Lazio — sono le stesse regioni dove l'erosione costiera è più aggressiva e dove gli eventi alluvionali si ripetono con frequenza sempre maggiore. Scegliere una spiaggia per le vacanze estive in Calabria o Sicilia oggi significa scegliere un territorio che, secondo ISPRA, ha visto aumentare del 20% le aree a pericolosità frana tra il 2021 e il 2024. Le bellezze architettoniche e i siti archeologici del Paese — già 45mila quelli a rischio — sono esposti agli stessi fenomeni.

La superficie nazionale a pericolosità per frane è aumentata del 15% in soli tre anni, passando da 55.400 km² nel 2021 a 69.500 km² nel 2024. L'Italia si conferma il Paese europeo più esposto al rischio frane: oltre 636.000 fenomeni franosi censiti, il 28% dei quali con dinamica estremamente rapida e alto potenziale distruttivo. Tra il 1974 e il 2023 le frane e le alluvioni hanno causato 1.616 morti, oltre 334mila evacuati e senzatetto, 1.868 feriti. Un costo umano costante, non eccezionale: una condizione permanente.

Mappa del rischio frane e alluvioni in Italia - ISPRA 2024

Fonte: ISPRA — Dissesto idrogeologico in Italia, Edizione 2021

Il paradosso italiano Dal 1999 al 2025 lo Stato italiano ha speso 19,2 miliardi di euro in quasi 26.000 interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Eppure la percentuale di comuni a rischio è passata dall'88% nel 2015 al 94,5% nel 2024. Solo il 46% delle opere programmate risulta avviato o completato. Il rischio non diminuisce: aumenta. La prevenzione reale — quella che cambia il suolo, non quella che riempie i bilanci — è ancora largamente insufficiente.

La Tenuta Valboscosa: un territorio vulnerabile che diventa presidio

La Tenuta si estende su versanti acclivi nel cuore delle prealpi, attraversata da un ruscello che percorre i terreni centrali. Queste caratteristiche morfologiche — le stesse che rendono vulnerabili migliaia di aree appenniniche e alpine — erano aggravate da decenni di disboscamenti industriali, monoculture intensive e abbandono. Un suolo senza radici profonde non trattiene l'acqua: le precipitazioni intense scorrono in superficie, erodono i versanti, alimentano i fenomeni franosi a valle.

La Robinia pseudoacacia largamente presente nella tenuta è l'eredità diretta di decenni di gestione forestale intensiva da parte dei precedenti proprietari: impiantata deliberatamente per la sua crescita rapida e il suo legno duro, era destinata alla produzione di legname per l'edilizia, l'industria e la legna da ardere. Una pratica comune nel dopoguerra italiano, diffusa su migliaia di ettari di territorio montano e prealpino — e oggi riconosciuta come una delle cause principali del degrado idrogeologico di quei versanti. Specie alloctona invasiva, la robinia occupa lo spazio senza offrire la struttura radicale consolidante che un versante acclive richiede, impoverisce il suolo e ne accelera il degrado. Valboscosa ha acquisito questi terreni con l'obiettivo esplicito di invertire questa eredità: rimuovere progressivamente la robinia e sostituirla con specie autoctone a radice profonda non è un'operazione estetica — è la correzione di un danno preesistente, attraverso ingegneria naturalistica documentata, la stessa che le autorità di bacino e i tecnici di protezione civile indicano come soluzione strutturale al dissesto.

Il piano di rinaturalizzazione: specie, funzioni, tempi

Le specie introdotte sono selezionate per compatibilità fitoclimatica con la zona prealpina e per funzione idrogeologica specifica:

  • Quercia roverellaspecie climax per i versanti soleggiati; apparato radicale profondo e consolidante, altissima longevità, valore ecosistemico massimo
  • Castagnotradizionale del Biellese; ideale per versanti freschi; elevato valore ecosistemico e culturale, comprovata funzione di presidio idrogeologico
  • Ontano nero (Alnus glutinosa)specie ripariale fondamentale; gestisce la fascia del ruscello, stabilizza le sponde, purifica le acque, regola il regime idraulico
  • Nocciolospecie pioniera a rapida diffusione; consolidamento iniziale degli habitat degradati
  • Acero di montediversificazione strutturale; resilienza agli eventi climatici estremi, supporto alla biodiversità del sottobosco

La fascia ripariale del ruscello è gestita come corridoio ecologico e presidio idraulico prioritario. Gli interventi di sistemazione leggera — canalette di scolo, soglie in legname, briglie vive — completano l'approccio di selvicoltura ecologica: taglio selettivo, diradamento progressivo, rilascio di legno morto a terra come habitat per la fauna xilofaga.

Obiettivi verificabili del piano pluriennale

  • Rimozione progressiva della Robinia pseudoacacia e reintroduzione delle specie forestali autoctone adatte alla zona fitoclimatica
  • Ripristino e consolidamento della fascia ripariale del ruscello come corridoio ecologico e presidio idraulico
  • Recupero del prato misto con cultivar da frutto tradizionali come habitat per impollinatori
  • Monitoraggio continuo con documentazione pubblica e rilievi fotografici periodici
  • Creazione di percorsi didattici per educazione ambientale e turismo lento
  • Dialogo formale con la Regione Piemonte per il riconoscimento del progetto nell'ambito della L.R. Piemonte 19/2009 e delle strategie europee per la biodiversità al 2030

Un modello replicabile, non un caso isolato

Il progetto di Valboscosa è concepito come modello dimostrativo trasferibile: ogni intervento è documentato con la stessa trasparenza che si esige da qualsiasi presidio ambientale serio — schede tecniche, rilievi fotografici, aggiornamenti periodici accessibili pubblicamente. L'obiettivo è mostrare che la gestione forestale privata responsabile, su scala anche ridotta, può contribuire in modo misurabile alla riduzione del rischio idrogeologico locale.

In un Paese dove solo il 7% delle abitazioni è assicurato contro eventi naturali — contro il 75% della Spagna, l'80% della Francia, oltre il 90% della Germania — e dove ogni alluvione genera costi miliardari a carico della collettività, ogni metro quadro di bosco autoctono consolidato vale più di quanto sembri.

Scegli di esserci nella Tenuta di Valboscosa

Dietro ogni albero che viene impiantato e cresce nella Tenuta c'è qualcuno che ha scelto di esserci. Non un simbolo, non un'idea astratta di verde: un Terreno vero e tuo per sempre, con coordinate GPS verificabili, in un territorio che stiamo riportando alla vita.

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Fonti: ISPRA — Dissesto idrogeologico in Italia: Pericolosità ed indicatori di rischio, Edizione 2024 (presentato il 30/07/2025 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) · ASviS / Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile · Legambiente, Osservatorio Città Clima 2025 · Osservatorio CPI – Università Cattolica del Sacro Cuore · CNR-POLARIS, report 2024 (C. Bianchi, P. Salvati) · La Nuova Ecologia, gennaio 2026 · Ordinanza della Protezione Civile del 30/01/2026 · Meteoweb, febbraio 2026.

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